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Ultimo aggiornamento giovedì, 8 luglio 2010
Undici discariche abusive nel territorio di Seneghe
Le discariche abusive e le cattive abitudini, come bruciare o seppellire materiali tossici e inquinanti, colpiscono anche le campagne dei nostri piccoli paesi. Il sig. Antonio Cocco, di Assemini, ci ha scritto una mail, con foto allegata, a testimonianza di questo malsano fenomeno.
Mi chiamo Antonio Cocco e scrivo da Assemini. Sono, ormai da alcuni anni, un fruitore dei vostri bellissimi spazi boschivi. Li frequentiamo con gli amici in bicicletta cercando sempre nuovi splendidi sentieri. Domenica 13 Giugno abbiamo trovato questa batteria nella sterrata di Fromigas che dall’asfaltata risale verso il muretto di confine comunale. E’ messa quasi con cura sul ciglio della strada sulla destra risalendo. Inutile porsi tante domande sull’imbecillità del genere umano. Penso anche che sia doveroso portarlo via!

La batteria abbandonata segnalata da Antonio Cocco
Pubblichiamo di seguito anche un articolo dell’Unione Sarda e uno della Nuova Sardegna che denunciano il dilagare delle discariche abusive. E’ triste notare che a Seneghe sono state rilevate ben 11 discariche abusive.
Discariche, un’invasione
Mentre la generalità dei Comuni potenzia la raccolta differenziata dei rifiuti, nell’Oristanese aumenta il numero delle discariche abusive. E il fenomeno è particolarmente presente nel territorio del capoluogo dove sono stati individuati il 63 per cento del totale. La denuncia è del direttore dell’Ispettorato Forestale Maria Piera Giannasi la quale precisa che quest’anno sono stati censiti 206 siti di cui 130 nel territorio di competenza della stazione forestale di Oristano. Gli altri sono ad Ales (11), Bosa (9), Cuglieri (7), Ghilarza (5), Marrubiu (14), Neoneli (4), Seneghe (11) e Villaurbana 15.
«Il fenomeno – dice – negli ultimi anni continua a crescere e mentre nell’anno 2009 l’Ispettorato Forestale di Oristano ha elevato 36 processi verbali amministrativi e trasmesso 5 comunicazioni di notizia di reato all’autorità giudiziaria, solo nei primi sei mesi dell’anno corrente sono stati già elevati 25 verbali amministrativi e in 5 casi si è proceduto a denunciare i colpevoli all’autorità giudiziaria».
Il privato che abbandona rifiuti è sanzionato con 50 euro conciliabili. Per qualsiasi rifiuto immesso nelle acque superficiali o sotterranee e per qualsiasi rifiuto ingombrante o pericoloso abbandonato o depositato sul suolo, il privato è sanzionato con 206,67 euro conciliabili.
Ma nonostante tutto nei terreni agricoli la situazione è ancora più grave. «Si rinvengono infatti – aggiunge la dottoressa Giannasi – enormi quantità di materiali plastici di varia natura, ordinariamente utilizzati nella conduzione aziendale, quali tubi in Pvc per l’irrigazione, teli, semenzai in polistirolo, contenitori vuoti di diserbanti e pesticidi, sacchi in plastica e altro». Un fenomeno che si contrasta con una maggiore coscienza ambientalista.
Fonte: L’Unione Sarda
Nel regno delle discariche in aumento i casi di inciviltà
Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in campagna e nelle periferie dei centri abitati continua a crescere. Lo scorso anno l’Ispettorato Forestale ha elevato 36 sanzioni amministrative e trasmesso cinque comunicazioni di notizia di reato alla magistratura, contro i 25 riscontrarti nei primi sei mesi di quest’anno. In cinque casi si è proceduto a denunciare i colpevoli. L’abbandono di rifiuti infatti contribuisce fortemente al depauperamento della qualità dell’ambiente, al peggioramento della vivibilità e all’alterazione del paesaggio. «L’Ispettorato Forestale, già da qualche anno – ha spiegato il dirigente Maria Piera Giannasi -, ha intensificato la vigilanza e i controlli per contrastare questo genere di illeciti». Per fronteggiarne la diffusione è stata potenziata l’attività di controllo per evitare che le stesse aree prese di mira, se non vigilate, diventino delle vere e proprie discariche. «Per questi motivi sono state rinforzate le stazioni forestali e l’organico del nucleo di polizia giudiziaria», ha aggiunto la dottoressa Giannasi. Gli agenti del Corpo forestale hanno individuato complessivamente 206 discariche abusive: ben 130 sono nel capoluogo, 11 ad Ales, 9 a Bosa, 7 a Cuglieri, 5 a Ghilarza, 14 a Marrubiu, 4 a Neoneli, 11 a Seneghe e 15 a Villaurbana. I siti censiti sono stati individuati nelle periferie dei centri abitati e, talvolta, nelle aree prossime ad aziende agricole. «I cumuli di rifiuti sui bordi delle strade richiamano popolazioni di batteri, funghi, insetti vari, piccoli roditori, ratti, animali randagi e selvatici che, in breve colonizzano il sito – ha aggiunto Maria Piera Giannasi -. In altri casi, i rifiuti, aggrediti dagli agenti atmosferici, iniziano a rilasciare sostanze varie che danno luogo a fenomeni di inquinamento più o meno gravi, come quelli a base di amianto. Il tutto comporta fenomeni di inquinamento del suolo e delle falde, che attraverso l’alimentazione di animali al pascolo o perché assorbiti dalle colture agricole o, ancora, attraverso le falde acquifere, arriva sulle nostre tavole». Tutti i rifiuti sono poi facilmente infiammabili e costituiscono ottime esche per gli incendi. Per i rifiuti minimi depositati o abbandonati sul suolo, la legge prevede sanzioni che vanno da 50 a 200 euro. «Quanto rappresentato è solo ciò che è visibile ma non è raro che per risparmiare sui costi di smaltimento – ha concluso la dottoressa Giannasi – si ricorra a tecniche ancora peggiori come l’eliminazione con l’uso del fuoco o l’interramento di materiali non degradabili, tossici o nocivi, come accaduto per le numerose carcasse di bovini nella pineta di Arborea».
Fonte: La Nuova Sardegna

