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 Oggetto del messaggio: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 16/12/2009, 8:28 
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Sardegna, terra di misteri. Si farà, o no, la centrale nucleare ad Oristano? I Verdi dicono di si, l’ENEL e l’onorevole Diana, uomo forte della destra oristanese, smentiscono e sbeffeggiano gli allarmi ricorrenti. Interessante l’inchiesta di strada fatta da Nova-TV, in cui lavora un gruppo di giovani giornalisti, tra i più bravi della scena della comunicazione televisiva in Sardegna. Gran parte delle risposte raccolte per le vie della città propone un rifiuto per niente ingenuo, ma motivato e moralmente offeso, della presenza nucleare nell’oristanese.

Leggi l'articolo su Il Manifesto Sardo

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 Oggetto del messaggio: Re: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 24/12/2009, 15:14 
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Iscritto il: 29/11/2009, 21:31
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La sindrome del mai-nel-mio-cortile.

Ormai il dado è tratto. Nulla può fermare il programma nazionale nucleare. Solo la caduta del governo potrebbe impedirlo, ma è improbabile. La situazione è questa. C‘è chi sostiene che è meglio puntare sull’efficienza energetica, sull’energia alternativa e sulla ricerca. Ciò non basta. Siamo partiti male e il tempo stringe. Una cosa avrebbe potuto fare la Regione Sarda: dire di no al nucleare con una propria legge, come ha fatto la Puglia. Sergio Romano sostiene sul Corriere della Sera che l’energia nucleare presenta oggi tre vantaggi. E’ la più pulita, E’ quella che maggiormente assicura l’indipendenza del Paese dai condizionamenti delle grandi potenze energetiche. Ed è quella che consente di mantenere e aggiornare uno dei più importanti laboratori scientifici e tecnologici della modernità. Restano ancora da chiarire due punti: la mancata risposta di Areva ai problemi tecnici sorti durante la costruzione della centrale finlandese e l’attesa risposta dell’americana Westinghouse al committente britannico su questioni di sicurezza. E’ vero che questo genere di energia costa meno, ma si deve pensare alla salute e alla sicurezza dei cittadini.
Un altro aspetto importante è lo smaltimento delle scorie. Oggi a distanza di 22 anni resta ancora da completare. Dove metteremo le nostre? A Cadenaghe o a Scala? La sindrome del mai-nel-mio-cortile è diventata malessere. I fumi della centrale nucleare di Oristano offuscheranno il cielo del Sinis e forse non vedremo più spiccare il campanile della Chiesa di Seneghe, punto di riferimento per chi arriva dal Campidano. Alla fine accetteremo tutto. Bocche e tasche dei Comuni dissidenti verranno riempite di benefici e soldi e le chiacchiere chiuse per sempre nei fusti delle scorie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 04/01/2010, 9:22 
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Iscritto il: 24/11/2009, 10:03
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Località: Seneghe
Anche la Campania alza il suo muro contro gli impianti nucleari rilanciati dal ministro Claudio Scajola. La Regione governata da Antonio Bassolino ha provveduto a inserire il suo "no, grazie" all'interno di una manovra finanziaria di bilancio votata a fine anno. Nel testo si stabilisce che "in assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione", il territorio campano viene precluso a impianti di produzione di energia nucleare, ma anche di fabbricazione e stoccaggio di combustibile nucleare, nonché a depositi di materiali radioattivi".

L'articolo completo di Repubblica


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 Oggetto del messaggio: Re: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 16/01/2010, 19:37 
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Iscritto il: 29/11/2009, 21:31
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A proposito di energia alternativa segnalo una notizia di Pierfederico Briani apparsa su Italians.
“La notte del 7 novembre più della metà della richiesta energetica spagnola è stata soddisfatta dall'energia eolica (http://www.abc.es/20091108/economia-eco ... 81532.html). A quando una notizia del genere anche in Italia? Io poi i mulini non li trovo neanche tanto brutti.”


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 Oggetto del messaggio: Re: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 05/02/2010, 13:46 
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Iscritto il: 29/11/2009, 21:31
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Da Metro. “ Il governo ha impugnato le leggi di Puglia, Campania e Basilicata che vietano gli impianti nucleari sul loro territorio. Sono 14 le Regioni che si sono espresse contro le centrali, a favore solo Lombardia e Veneto.” L’ipocrisia della politica trova il massimo della sua espressione nella decisione che la scelta dei siti ( compresa la zona di Oristano) sarà fatta dopo le elezioni regionali del 2010. Quando si fa strada l’arroganza del potere, l’individuo viene ridotto a nullità.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 06/02/2010, 14:38 
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Iscritto il: 24/11/2009, 10:03
Messaggi: 37
Località: Seneghe
La solita giostra politica insomma. Beh, visto che Lombardia e Veneto sono favorevoli possono anche farsele la centrali nucleari. Ma, parere mio, è una tecnologia troppo pericolosa sul breve e lungo termine, preferisco altro...


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 Oggetto del messaggio: Re: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 07/02/2010, 17:52 
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Iscritto il: 29/11/2009, 21:31
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Domanda. Che senso ha portare avanti la politica del nucleare se molte Regioni non sono interessate all’istallazione dei siti, se il contributo del nucleare nella produzione elettrica apporterebbe solo il 7% entro il 2030? Non sarebbe opportuno far decollare il sistema eolico e fotovoltaico che tra l’altro risolverebbe il problema delle eventuali scorie nucleari? Riuscirà Legambiente e Wwf a convincere il governo a fare marcia indietro? Nutro qualche perplessità. A fine giocata il croupier di turno dice: “Le jeux son fait, rien ne va plus”. I giochi ormai sono fatti, nulla è più valido.” A volte significa anche mandare qualcuno a quel paese.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le scorie di Oristano, articolo di Mario Cubeddu
MessaggioInviato: 17/02/2010, 11:13 
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Iscritto il: 29/11/2009, 21:31
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Ecco cosa lasceremo in eredità al genere umano e alla Terra: scorie radioattive per migliaia di anni.

Da “Italians” copio e incollo un articolo di Diego M. Stendardo.
L’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha dichiarato che "il ritorno all'energia nucleare è un passo obbligato per l'Italia, ma nessuno sa se e quando le centrali entreranno in funzione". Sono rimasto un po' sconcertato, e anche lo stesso Scaroni non sembra avere le idee molto chiare. Negli Usa non vengono più inaugurate centrali nucleari dal 1972 e l'industria è ormai moribonda perchè i costi di costruzione sono elevati e difficilmente ammortizzabili (almeno una decina di miliardi di euro a centrale), i tempi di realizzazione si misurano in decenni e le centrali di IV generazione sono ancora in fase sperimentale. Già nel 1985 la rivista "Forbes" scriveva che "il fallimento del programma nucleare statunitense è il peggior disastro manageriale dell'economia moderna". Dal punto di vista ambientale inoltre, non è assolutamente vero che il nucleare sia una fonte di energia pulita: sebbene sia vero che una centrale non emette biossido di carbonio, si deve anche tener presente che il ciclo vitale di un impianto, dalla costruzione delle strutture, all'estrazione e trasporto dell'uranio, al trasporto delle scorie sino al decomissionamento, produce moltissimo CO2. Una centrale nucleare richiede milioni di litri di acqua al giorno per funzionare: durante l'ondata anomala di calore del 2003, Francia, Spagna e Germania sono state costrette a spegnere numerosi impianti a causa dei livelli di acqua troppo bassi, causando diversi black out. Questi problemi si accompagnano all'ancòra irrisolta questione dell'individuazione di un sito idoneo per lo stoccaggio a lungo termine delle scorie, che rimangono radioattive per migliaia di anni, e al rischio - non trascurabile in Italia - che la criminalità organizzata possa mettere le mani su materiale fissile che può essere rivenduto a organizzazioni terroristiche in grado di costruire armi nucleari. Il futuro dell'energia risiede nel fotovoltaico, nell'eolico e nel geotermico; perché in Italia guardiamo sempre al passato?


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