Il territorio

Seneghe ind’una fertile collina,
a pes de Montiferru est collocada.
De bundantes sorgentes adornàda,
de abba pura frisca e cristallina…

Inquadramento cartografico di SenegheSeneghe sopra una fertile collina / ai piedi del Montiferru è collocata, / Di abbondanti sorgenti è circondata, / di acqua pura fresca e cristallina… Così inizia la descrizione in rima di due noti poeti seneghesi, Totoi Catzeddu (noto Cullecrobe) e Raimondo Catzeddu (noto Lucchette), che con i loro versi fanno un’accurata presentazione del paese e del suo territorio.

Geograficamente Seneghe si colloca nella provincia di Oristano, a circa 40°5′ Nord e 8°37′ Est, e confina con cinque comuni: a nord con Santulussurgiu, a est con Bonarcado, a sud-est con Milis, a sud con San Vero Milis, a sud-ovest con Narbolia, a ovest con Cuglieri; i suoi confini racchiudono una superficie complessiva di quasi 58 km².

Il punto più elevato del centro abitato si colloca a circa 350 metri sul livello del mare, e dal paese si gode la vista dell’intero Campidano e del Golfo di Oristano, dei monti Arci e Grighine, fino alle vette del Gennargentu. Il mare si trova a 15 chilometri in linea d’aria, mentre sono 25 i chilometri che separano Seneghe dal capoluogo di provincia, Oristano.

I pascoli ed i seminati, assieme a vigne e oliveti, si collocano nei declivi attorno all’abitato e su parte del costone, verso il monte. Quest’ultimo è popolato da notevoli boschi, ricchi di lecci e sugheri, e sfiora gli 800 metri di quota: le aree più elevate sono quelle situate sopra Nuraghe Ruju.

Albero secolare - Foto Raimondo CossaCadennaghe, Sos Paris e Funtanas sono i nomi dei monti ademprivili (1) che compongono il rilevato montuoso. Per dovere di cronaca citiamo anche quello di Biarzu, in passato appartenente al territorio seneghese ma ceduto per effetto della legge del 4 gennaio 1863 in base alla quale avveniva lo scorporo di duecentomila ettari, da destinare alla costruzione delle ferrovie dell’isola.

Panoramica dal monte di SenegheLe fonti sono un altro bene prezioso per i seneghesi, che da sempre godono dei benefici delle loro acque, alcune delle quali furono incanalate verso il centro abitato già dalla metà del XIX secolo. Citiamo quelle di Su Au de sa Idi, S’Iscala, S’abba lughida, Birdambuli, Achettore, Nuraghe Ruju, Padassiu, Prumosa, Funtana Fraiga, oltre a molte altre sorgenti minori. Buona parte di essere vengono citate in vecchi documenti, nei quali si apprende che anche diversi abitanti di Oristano vi si recavano, ritenendole curative e benefiche. Alcune sorgenti hanno attualmente nelle loro vicinanze un’area attrezzata per la sosta ed il picnic.

Panoramica dal monte di Seneghe - Foto Stefano FloreAlle spalle della montagna, in direzione della marina di Santa Caterina di Pittinuri e non lontana da essa, vi è una zona denominata Sa Muntraba. L’area, costituita da piccole alture ricoperte da bassa vegetazione a carattere cespuglioso, cela in uno dei suoi colli, Su Monte de su Ferru, un giacimento minerario. Il filone di ferro oligistico (2) fu però abbandonato in breve tempo poiché i risultati estrattivi riscontrati non erano soddisfacenti e proficui.

Tramonto seneghese - Foto Stefano FloreI possedimenti terrieri sono recintati a mezzo dei tradizionali muretti di tipo a secco, e l’accesso era praticato in passato a mezzo di portoni in legno sostenuti da pilastri lapidei, oppure da un semplice varco chiuso da rami spinosi. In tempi moderni i cancelli in metallo hanno quasi completamente sostituito quelli lignei.

I ruscelli che solcano le vallate a sud di Seneghe un tempo muovevano molti mulini: in una monografia si contano più di venti ruderi di mulini per la macina del grano lungo un unico corso d’acqua, il che fa presumere che il numero totale doveva essere di molto superiore, se si contano gli altri ruscelli.

L’attività agricola attualmente è quasi nulla, e quindi non si possono più ammirare le aree seminate di vecchia memoria. Gli oliveti e le vigne, al contrario, mantengono inalterato il loro fascino e valore ambientale, merito dell’impegno profuso dai proprietari per la loro cura e protezione. Rimane comunque prevalente l’allevamento come attività lavorativa, di tipo ovino e bovino.

Il clima della zona è caratterizzato da estati calde e siccitose e da inverni piovosi e non troppo freddi. Le nevicate invernali non sono molto frequenti, e si manifestano generalmente al disopra della quota dell’abitato, quindi sul monte, ma comunque con durate sempre brevi.

Ricerca e testo a cura di Stefano Flore

 

Note

  1. Termine che indica, in Sardegna, una consuetudine diffusa con la quale la comunità ha/aveva alcuni diritti (pascolo, legnatico, ecc.) su fondi di uso collettivo o privato che non fossero recintati
  2. Materiali ferrosi di origine magmatica con presenza di formazioni di cristalli non geminati