L’economia

La posizione geografica di Seneghe ha condizionato notevolmente la sua economia e la sua società: il 35% della popolazione attiva è occupata all’allevamento bovino e ovino occupando l’81% della superficie comunale, di cui la maggior parte è utilizzata per prati e pascoli, mentre la parte restante viene spartita in seminativi e coltivazioni permanenti. Le principali colture sono l’olivo, la vite e le foraggiere.

Trovandosi in una zona collinosa e di passaggio tra il Campidano ed il Montiferru, ha sviluppato una cultura composta da elementi appartenenti ad entrambe le due aree, per cui presenta un’economia fortemente agricola e al contempo pastorale. L’economia agricola e la sua struttura socio economica ad essa legata si è sviluppata in quanto gran parte della sua produzione era destinata al sostegno dell’allevamento bovino. La struttura della società e il suo calendario lavorativo e festivo erano legati all’annata agraria, quindi ritmi e azioni erano inseriti in un ciclo periodico attraverso il quale si ribadivano i ruoli di ciascuna famiglia, persona e istituzione.

Questo ripetersi era reso possibile grazie all’economia di sussistenza che reggeva tutto il sistema, pressoché autonomo ed indipendente, tipico dell’economia tradizionale della Sardegna. Il commercio con l’esterno era legato alle Fiere, a loro volta dipendenti dalle festività e dagli spostamenti ambulanti, ma in tempi recenti si cerca di estenderlo con l’esportazione dei prodotti tipici, quali l’olio, la carne e il formaggio.

L’olio di oliva extravergine di Seneghe presenta una qualità rinomata, tanto che il paese è entrato a far parte nell’Associazione Nazionale Città dell’Olio (1) . Sono anche numerosi i premi e i riconoscimenti attribuiti ai produttori seneghesi, la cui cura riposta nella raccolta e nella lavorazione del prodotto rappresentano un esemplare punto di riferimento.

Testo a cura di Luigi Cubeddu

 

Note

  1. Sito web ufficiale www.cittadellolio.it