Le chiese

Il centro abitato possiede al suo interno quattro chiese cristiane: la Chiesa Parrocchiale Maria Immacolata con adiacente la Chiesa del Rosario, la Chiesa di Santa Maria della Rosa e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova.


1. Chiesa Parrocchiale Maria Immacolata

La parrocchiale di Seneghe, dedicata all’Immacolata ed al patrono San Sebastiano, è stata costruita, a partire dagli ultimi anni del ‘700, da maestranze sarde (capimastri di Cuglieri, Oristano, Santulussurgiu e Seneghe) nel corso dell’Ottocento. Essa sostituisce una chiesa più antica di origini altomedievali, impiantata a sua volta su un monumento nuragico situato al centro dell’attuale abitato. Tale chiesa, di notevoli dimensioni, fu inaugurata il giorno della festa di S. Giovanni Battista il 24 giugno 1893. Al suo interno si possono osservare un crocefisso del XVI secolo, statue lignee di Santi, affreschi di pittori cagliaritani del XIX e XX secolo e, nella cappella del SS.mo Sacramento, due opere di Giovanni Ciusa Romagna e Carmelo Floris.


2. Chiesa del Rosario

L’Oratorio del Rosario, sede dell’omonima Confraternita, costruito a partire dal 1647, è caratterizzato da un dipinto sulla volta, opera del pittore ligure Dancardi ed operante a Sassari nella seconda metà dell’Ottocento, rappresentante la battaglia di Lepanto. L’altare in marmo attualmente esistente fu eretto anch’esso nell’Ottocento, dopo la ristrutturazione dell’edificio.


3. Chiesa di Santa Maria della Rosa (1)

La Chiesa di Santa Maria della Rosa o della Visitazione di Seneghe, un tempo era ubicata al di fuori del centro abitato, ed è attualmente incorporata nello stesso, ed è sede della Confraternita di Santa Croce o dello Spirito Santo.

La parte più antica della Chiesa risale probabilmente al XIII secolo; è a forma di croce latina con in fondo l’altare maggiore dedicato alla visitazione con ai lati due cappelle.

Nell’Altare Maggiore, oltre alla Madonna in visitazione a Santa Elisabetta, si trovano la Statua del Cristo Risorto e quella di San Giovanni Battista; sul lato destro è ubicata la Sacrestia e sul lato sinistro, in comunicazione con la cappella si trova la cosiddetta “stanza del Pellegrino o dell’Eremita”.

La Cappella posta sulla sinistra di chi guarda il presbiterio era originariamente dedicata a Santa Severa, nella quale si trovava un quadro rappresentante la Stessa Santa; per questo dipinto, con decreto del 1791, l’Arcivescovo Cusani, ne dispose il restauro, ma attualmente non se ne ha notizia essendo stato probabilmente venduto o trafugato. Nella stessa cappella, dove un tempo venivano sepolte le salme dei confratelli, vi era un pozzo, detto appunto di Santa Severa, la cui acqua godeva fama di virtù terapeutiche, tanto che richiamava gli ammalati anche da paesi lontani. Infatti, nelle laudi (Sos Gogos) che si cantano in questa chiesa si legge: “Abba de grazias pedimus / chi hazis costumadu dare”. Il pozzo attualmente non esiste, in quanto nei lavori di ristrutturazione ed ampliamento della Chiesa venne rimossa un’enorme roccia posta a ridosso della Cappella che causò l’interruzione del flusso dell’acqua. Attualmente detta Cappella è dedicata al Crocefisso.

La Cappella posta sulla destra di chi guarda il presbiterio, è dedicata a Sant’Agostino e risulta essere realizzata insieme alla Sacrestia in contemporanea con i lavori di ristrutturazione, prolungamento ed innalzamento della navata principale; nella stessa cappella si trovano inoltre la statua di Sant’Elena e quella di Sant’Efisio.

Il Campanile a vela con una sola campana presenta la scritta “JOANNE SEDUE L AT FATTA FAGUER S AN0 1581 X HA ONORE DE N(ost)RA S(egnor)A DE SU ROSERE E DE S(anc)TA SEVERA”. Da quanto sopra si desume che detta campana fu donata da Giovanni Sequi nel 1570.

Quanto alla Confraternita di Santa Croce, detta anche dello Spirito Santo, ed appartenente a quelle dei Disciplinanti o “Battudos”, non possiede, o meglio non ha rinvenuto atto costitutivo che possa far risalire la propria costituzione. Da ricerche fatte dal Deriu – Forte personalità Seneghese del secolo Scorso, con il suo libro Memorie – risulta essere fondata intorno al 1500.

La Confraternita sin da tempi remoti si è sempre adoperata intervenendo con lavori di manutenzione straordinaria sulla Chiesa; l’ultimo intervento risale al 2002 mediante il restauro, della volta sul Presbiterio. Quest’ultimo ha riportato agli splendori il dipinto floreale rappresentante le rose, simbolo dello splendore della Madonna.

La venerazione della Santa a cui è intitolata la Chiesa ha luogo in due date: la prima il 31 maggio e la seconda il 2 e 3 luglio.

La venerazione in queste ultime date coincide con i festeggiamenti civili che ricoprono la principale ricorrenza festosa di Seneghe. In tale occasione, dopo i riti religiosi in onore della visita della Madonna a Santa Elisabetta (processione e Santa Messa) si corre S’Ardia intorno alla Chiesa.


4. Chiesa di Sant’Antonio da Padova

Costruita a partire dal 1630 per iniziativa dei sacerdoti Sebastiano Cossa e Giovanni Antonio Dessì, aveva in passato un altare di legno dorato di cui restano poche tracce.

Posizione delle chiese all’interno del centro abitato


 

Note

  1. Ricerca storica a cura della Confraternita di Santa Croce e dello Spirito Santo